Premio Città Civile e Bella – Giampiero Mucciaccio

Abitare una città che si possa definire civile e bella incide sulla qualità della vita e sul benessere di ogni cittadino, aiuta ad ottimizzare spazi e risorse, regala la percezione di accoglienza e di fiducia a quanti ci vivono, contribuisce a recuperare un senso di comunità e di cura di cui ognuno sente il bisogno. Una visione di questo tipo può prendere piede solo attraverso un ruolo attivo della comunità che la vive, con le azioni e i progetti dei cittadini, dei gruppi e delle associazioni, con una collettività che – in forte sinergia con l’operato delle istituzioni e delle imprese – si fa attenta al decoro, alla pulizia, alla bellezza, al rispetto e al benessere. In una parola che vive profondamente e concretamente un senso di appartenenza e responsabilità rispetto al territorio e alla comunità unendo istituzioni, aziende e cittadini.

Il Premio Città Civile e Bella, promosso dal Centro Antartide con il supporto del Gruppo Hera e la media partnership de Il Resto del Carlino , valorizza, stimola e sostiene le energie civiche della città andando alla ricerca di progetti che nascano dalla progettualità di singoli, cittadini, associazioni, gruppi informali o scuole e che si caratterizzino come veri e propri “progetti per la città”, iniziative di innovazione sociale, che rispondano cioè ai bisogni della comunità in maniera innovativa e dal basso promuovendo lo sviluppo e il benessere del territorio di riferimento, dal grande potenziale di coinvolgimento che traducano in un’idea progettuale il prendersi a cuore in maniera diretta e volontaria la bellezza, il decoro della città, la corretta gestione di risorse, favoriscano il buon vivere dei cittadini, valorizzino le risorse e i beni comuni.

Il Premio porta con sé il successo una lunga esperienza sulla città di Bologna dove è nato nel 2009, con la collaborazione del Comune, come strumento leggero per raccontare e valorizzare tutte le esperienze di cittadini attivi che si spendono per migliorare la propria città, spendendosi per gli altri, abbellendo e valorizzando il proprio territorio, in maniera visibile o invisibile. Nelle sue prime edizioni il Premio valorizzava i vincitori con un riconoscimento simbolico volto a premiare l’impegno già profuso dai singoli o dai gruppi per la città e la comunità e stimolare anche l’emulazione da parte di altri cittadini: nel tempo il format del premio si è evoluto mettendo in palio premi in denaro che supportano la realizzazione di nuove idee e nuovi progetti di cittadinanza attiva, arrivando fino alla sua decima edizione.

Il Premio vuole infatti valorizzare i tanti virtuosi progetti di “adozione” di spazi esistenti e di protagonismo civico dei singoli e stimolare la cittadinanza a proporre idee che rendano la città più vivibile, che promuovano dinamiche di senso civico e la moltiplicazione del capitale sociale (quella speciale ricchezza della comunità che non si traduce in patrimonio economico ma che è rappresentato dall’insieme dei rapporti di fiducia tra appartenenti alla stessa comunità, il riconoscimento di regole condivise per tutti e il desiderio di impegnarsi per il territorio e i suoi abitanti), accanto a quel senso di appartenenza che è la prima garanzia per una città civile e bella. L’obiettivo è accelerare processi di creazione di smart city, città dove l’uso delle risorse e dei beni comuni viene gestito con intelligenza e maggior vantaggio per i cittadini grazie a comunità intelligenti e coese. Le città intelligenti, ancor prima che costruite sulle nuove tecnologie, sono infatti comunità attente a sé stesse e agli altri, al proprio territorio, capaci di farsi carico in maniera attiva della sua cura, del decoro e del suo sviluppo e di lanciare dal basso processi di innovazione civica e sociale e azioni di presidio del territorio, della sua cura e della sua bellezza. In palio premi in denaro che vogliono sostenere i progetti più validi sviluppandoli anche con la collaborazione dei soggetti promotori e di altri attori cittadini.

Ogni anno il premio si concentra su target e “sfide” particolari: dai giovani alla scuola, dai progetti di respiro cittadino a quelli tecnologici, interpretando di anno in anno le sfide più importanti per la città. In questo senso nelle edizioni più recenti il premio è sempre stato accompagnato da uno speciale “Civic Hackathon”, che coinvolge giovanissimi e altri soggetti nello sviluppo di tecnologie (App o altro) utili a stimolare il capitale sociale e la cittadinanza attiva sul territorio.  Dal 2019 si sta lavorando all’idea è di fare di questa attenzione ai cittadini attivi un tratto distintivo anche di altre amministrazioni emiliano-romagnole, con il protagonismo di Hera, portando in luce quel senso civico che da sempre caratterizza questi territori: per questo tra il 2019 e il 2020 si è svolta la prima edizione nel Comune di Modena.

Dal 2019 il premio porta il nome del suo ideatore, il nostro fondatore Giampiero, scomparso nel marzo dello stesso anno, dalle cui visioni era nata nel 2009 l’idea di un riconoscimento cittadino ai “portatori di senso civico”, trasformatasi poi di anno in anno nella versione attuale del premio che sostiene idee e progetti di valore per la città. Un’edizione resa ancora più speciale dalla prossima “espansione” anche ad altri contesti cittadini vicini a Bologna.

Giampiero Mucciaccio ha fatto della ricerca e della valorizzazione del senso civico e della bellezza, a Bologna e non solo, uno degli obiettivi più ambiziosi del suo lavoro degli ultimi anni al Centro Antartide, il centro da lui fondato quasi 30 anni fa proprio per dedicarsi a diffondere sensibilità profonde e rivoluzionarie sui temi della sostenibilità, della convivenza, dell’innovazione sociale.
Aveva intuito, con il fare quasi visionario che lo caratterizzava, che la ricchezza di una città non sta solo nel benessere economico, per quanto importante, ma risiede soprattutto nelle relazioni tra le persone, nell’attenzione che ognuno riserva al prendersi cura del territorio fuori dalla propria porta di casa, degli spazi, delle relazioni, delle altre persone, specialmente quando non fanno parte della propria rete sociale. In quello che in sociologia, non a caso, si chiama “capitale” sociale. Aveva compreso che solo coltivando fiducia, gentilezza, cura del territorio e dell’ambiente si può costruire una città sostenibile e inclusiva per tutti: o come la chiamava lui, una “città civile”.
Sono passati più di 10 anni da quando Giampiero iniziava a portare e a condividere questa visione in città e in varie parti di Italia, anticipando, così come accaduto anche per altri ambiti a lui cari, con grande capacità intuizione i tempi nel mettere a fuoco quello che sarebbe stato uno dei temi strategici per lo sviluppo delle nostre città. Cittadinanza attiva, coesione, inclusione, collaborazione per la gestione dei beni comuni, capitale sociale: molte di queste riflessioni si ritrovano, per fare un esempio, nei più recenti documenti di indirizzo dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, la famosa Agenda 2030.
Il Premio Bologna Città Civile e Bella nasce da questo terreno e dalla capacità di Giampiero di tradurre grandi orizzonti in idee semplici e potenti: partire, per rilanciare questa ricchezza cittadina, dal valorizzare, ringraziare e sostenere chi mette la propria creatività, sensibilità e le proprie energie a servizio della città, dando visibilità alle “buone notizie”, quelle che tante volte sui giornali non trovano spazio, e – perché no -ispirando altri cittadini a imitare esperienze, comportamenti, progetti. Perché “il bello fa bene”, a tutti.
Giampiero Mucciaccio ci ha salutati lo scorso marzo ed è oggi per noi naturale ricordarlo dando il suo nome a questa iniziava alla quale teneva profondamente: un Premio che da otto edizioni, con il sostegno di Hera e la partnership de Il Resto del Carlino, ha trovato nella “sua” Bologna uno spazio di sperimentazione privilegiato. E che, proprio quest’anno, si allargherà anche ad altre città emiliano romagnole. Un’idea che nel tempo si è evoluta, da riconoscimento simbolico dei bei progetti in città a vero e proprio spazio in cui dare sviluppo e supporto a nuove idee per la città, ma che ancora oggi si mostra di grandissima attualità, necessaria e non meno innovativa di un tempo, sottolineando che una Smart City, letteralmente “città intelligente”, prima che sulle nuove tecnologie si deve costruire sulle comunità e sui cittadini.

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Le informazioni del progetto:

Progetto Originale

2009 - in corso

Bologna, Modena

Gruppo Hera

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