Bologna è da secoli una città d’acqua con il suo fiume, i canali ed i torrenti che la attraversano ma è una città dove l’acqua non si vede, un po’ perché è nascosta ma anche per la distrazione dei suoi abitanti.
Il sistema dei canali di Bologna, creato nel corso del medioevo allo scopo di condurre l’acqua in città, oltre a fornire energia idraulica per le attività artigianali e proto-industriali, favorì lo sviluppo della navigazione e quindi dei traffici commerciali; ma l’insieme dei condotti e delle chiaviche venivano utilizzati anche a scopi irrigui e di pulizia. Oggi i canali svolgono ancora una funzione fondamentale per la città raccogliendo le acque piovane e impedendo allagamenti. Inoltre sono impiegati anche per la produzione di energia elettrica nelle centrali della Canonica a Casalecchio e in quella del Cavaticcio.
Le infrastrutture blu rappresentano anche un’importante risposta per la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, in particolare rispetto alle isole di calore ma è dimostrato che insieme alle infrastrutture verdi sono vettori di salute e benessere per i cittadini.

Le infrastrutture verdi (parchi, giardini) e blu (canali, fiumi e specchi d’acqua) forniscono diversi servizi alla cittadinanza la cui importanza è stata riconosciuta di recente dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), tuttavia la realizzazione di nuove aree e la stessa gestione di quelle esistenti non tengono conto dei potenziali impatti positivi e negativi che possono avere sul benessere della cittadinanza e sullo stato di salute fisico e/o psichico o sulla comparsa di malattie.
Da anni si discute in città di riportare i canali della città “alla luce” e alla loro piena funzionalità per permettere all’acqua di svolgere la sua funzione di mitigazione e di riqualificazione degli spazi. La riapertura di alcuni tratti di canali apre un dibattito che dovrebbe però essere orientato prevalentemente al ruolo futuro che vogliamo dare a questa risorsa nella nostra città. La copertura dei canali ha portato negli anni alla percezione ed utilizzo degli stessi prevalentemente come scarichi per acque reflue registrando una particolare disattenzione anche da parte dei cittadini nella cura di questa risorsa. È necessario quindi promuovere una maggiore consapevolezza della risorsa idrica, delle infrastrutture blu in città e delle opportunità che ne possono derivare senza dimenticare quindi il bisogno di conservazione e di cura dell’acqua.

Il progetto Percorsi Blu, realizzato dal Centro Antartide per il Consorzio Canali di Bologna, nasce per ristabilire un dialogo dei cittadini con i canali bolognesi, partendo dalla consapevolezza della loro importanza attuale e futura per la vita ed il benessere della città.
In questo senso si è voluto ricostruire un rapporto fisico con l’acqua passando dai “Percorsi Blu”. A partire dalla Giornata Mondiale dell’Acqua 2024 appariranno in città alcune speciali “gocce”, segnali che compaiono lungo i marciapiedi , sotto i portici o all’interno di spazi pubblici per segnalare i luoghi al di sotto dei quali scorre l’acqua nei canali o nei torrenti che attraversano Bologna. L’acqua che scorre ma che non si vede in quanto ricoperta dalle strade, dai portici o dai palazzi.
Su ognuna di queste gocce attraverso un QR è possibile accedere a 16 contenuti inediti speciali che raccontano, attraverso linguaggi comunicativi diversi, i canali nascosti, tra passato, presente e futuro: i contenuti sono stati creati, nell’ambito di un percorso didattico e creativo a cura del Centro Antartide, da 10 classi delle scuole di Bologna.

3AL IIS CRESCENZI- PACINOTTI

Centrale Idroelettrica

3AL IIS CRESCENZI- PACINOTTI

Parco del Cavaticcio

1D LICEO L. GALVANI

Via Castiglione

Immagini di Cineteca di Bologna

Le informazioni del progetto:

2024

Bologna

Canali di Bologna

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