Malerbe è un progetto che sfrutta le caratteristiche e le qualità delle piante infestanti per proporre un modello di rigenerazione dal basso che possa ridefinire lo spazio urbano in un’ottica di bene comune e pratiche di comunità. Applicando in parte gli strumenti individuati dall’urbanistica tattica, malerbe si pone come un allestimento temporaneo in grado di stimolare la partecipazione e la sensibilizzazione al tema della natura in città.

La prima azione sperimentale del progetto è stata realizzata a Bologna, in Piazza Scaravilli, nel cuore della zona universitaria, da sempre destinata a parcheggio. Un progetto coordinato dal Centro Antartide di Bologna su incarico del Comune di Bologna e dell’Università di Bologna, come anteprima del progetto europeo Rock. L’obiettivo di “Malerbe” è stato trasformare il parcheggio presente in piazza Scaravilli in un giardino dinamico, uno spazio pensato per l’incontro e la fruizione di tutti e per ospitare attività ed iniziative. Malerbe combina la rigenerazione di questa area in ottica di urbanismo tattico e di uso sociale e culturale dello spazio pubblico con la dimensione ambientale e di mitigazione degli effetti climatici prevista dal Progetto europeo ROCK, finanziato dal programma Horizon 2020 dell’Unione Europea.

Il tema della flora spontanea, solitamente considerata infestante, diventa l’input principale che ha stimolato la fase progettuale: le “Malerbe” sono, alla lettera, le piante infestanti, quelle piante che fanno percepire come degradato il luogo dove crescono. Questa suggestione ha animato e guidato il progetto che approfondisce il senso e l’utilizzo di queste piante per valorizzarne la bellezza.

Malerbe è:
– workshop di co-progettazione e co-costruzione per studenti e residenti;
– giardino dinamico per la diffusione della biodiversità urbana;
– cantiere a cielo aperto per la formazione professionale;
– scenario per lo sviluppo di attività artistiche e culturale;
– piazza aperta al servizio dei cittadini.

L’approccio collaborativo ha caratterizzato lo sviluppo dell’intero progetto: si è organizzato un workshop di autocostruzione aperto agli studenti del dipartimento di architettura di Bologna, dei corsi di laurea in Scienze dell’Architettura e Design dei Servizi, alle associazioni culturali e civiche della zona, si è lasciato il giardino al servizio dei residenti e agli studenti per organizzare iniziative e manifestazioni. Si è organizzato un percorso formativo per giovani migranti sui temi del giardinaggio urbano. Il risultato finale è stato un piccolo giardino urbano, adibito alla socialità, alla cultura e alla cura del verde.

Il tema della scelta vegetazionale è un altro aspetto caratteristico del progetto: vengono privilegiate specie vegetali autoctone con un alto grado di rusticità con l’obiettivo di promuovere le tipologie che possono garantire e incrementare la biodiversità in città, mantenendosi e moltiplicandosi in maniera spontanea. Le piante infestanti hanno in questo progetto anche un innovativo carattere ornamentale che viene valorizzato specialmente negli spazi del centro città che raramente godono di un respiro verde. La ricerca delle specie vegetale ha fortemente caratterizzato l’intero concept progettuale, promuovendo le realtà presenti a livello nazionale che si occupano di propagazione di flora autoctone. In particolare la collaborazione con il vivaio dell’Associazione Pro Natura ha permesso di incrementare fortemente il livello di specie autoctone presenti all’interno dell’istallazione.

Le attività del progetto in Piazza Scaravilli a Bologna si sono svolte a partire da luglio 2017 fino all’autunno del 2018, promuovendo un buon numero di incontri e un presidio culturale costante nella zona, e soprattutto un’ottima risposta a livello di partecipazione da parte dei cittadini residenti, degli studenti e delle associazioni locali.

Ad inizio 2019, sempre all’interno del progetto europeo Rock, si è deciso di ampliare il progetto Malerbe anche agli spazi particolarmente limitrofi della terrazza del Teatro Comunale di Bologna in piazza Verdi.

Anche in questo caso il processo è stato il medesimo e il risultato è stato un allestimento “verde” temporaneo di una parte della terrazza del teatro, una sorta di pocket garden, che potesse proiettare lo spazio del teatro ancora di più nel contesto cittadino. Concerti live, serate musicali hanno caratterizzato lo spazio della terrazza, accompagnando questa nuova sperimentazione di spazio al servizio della collettività.

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Le informazioni del progetto:

2017 - 2020

Bologna

Comune di Bologna - Università degli Studi di Bologna

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